Durante il mio percorso accademico, è nata in me la passione per la scrittura. Attraverso diverse esercitazioni, ho avuto modo di sperimentare idee e suggestioni con la libertà di sbagliare, senza l’urgenza di realizzare uno spettacolo finito. Tramite una serie di studi mi sono reso conto dell’importanza e la forza che può avere costruire una drammaturgia con gli attori. Prendendo atto di questo, l’idea di progettazione dei miei spettacoli ha avuto il bisogno di sviluppare una metodologia. I lavori precedentemente svolti dal nostro gruppo hanno visto la costruzione del testo tramite un percorso di tentativi ed esperimenti proprio con gli attori. Quella che era la mia idea iniziale si è sempre contratta, rimescolata e ravvivata del lavoro durante le prove, come anche in questo caso. Con Bolle di sapone il processo vuole essere il medesimo, senza mai dimenticare che tutto è drammaturgia. Ogni singolo gesto, elemento, luce, suono è un segno. Tutti gli elementi scenici sono ridotti al minimalismo, i costumi non hanno abbellimenti, non ci sono vezzi o decorazioni, persino i movimenti degli attori sono economici ed essenziali. Tutto ciò che è in scena porta con sé una ragione, un significato, una storia. Lo spettacolo è un enorme input; è lo spettatore che dipinge tutto il resto, secondo i colori che la sua interiorità crederà più giusti.

Lorenzo Collalti